Fitocomposti – cosa sono


fitocompostiSi fa un gran parlare di fitocomposti (in inglese phytochemicals), ossia quelle molecole presenti nel regno vegetale che possono fare molto bene alla nostra salute. Ogni tanto spunta un cibo nuovo che per il fatto di contenerne una certa quantità vorrebbe inserito nella nostra alimentazione… ma quanti sono e, soprattutto, quali sono? Di cosa si tratta precisamente e che ruolo esplicano nel nostro metabolismo?

I fitocomposti sono composti organici a basso peso molecolare, esclusivamente di origine vegetale, infatti non possono essere sintetizzati dall'organismo umano. Vengono prodotti dalle piante come risposta naturale di difesa a stress ambientali (luce solare, predatori, patogeni) e per altre funzioni (ad es. pigmentazione e impollinazione).

Si è visto che oltre ad esercitare un ruolo favorevole per la salute delle piante, questi composti sono in grado di avere effetti positivi che si estendono anche alla salute umana, per cui pur non essendo considerati nutrienti in senso classico (infatti non sono ritenuti indispensabili per la crescita e lo sviluppo dell'essere umano), risultano importanti per il nostro organismo in quanto sono in grado di modulare numerose attività biologiche.

Principalmente svolgono le seguenti azioni:

  • antiossidante (i cibi con maggiore attività in questo senso sono pepe verde, spinaci, cipolla rossa, broccoli, bietole e cavolfiori), infatti sono in grado di reagire con i radicali liberi inattivandoli, proteggendo in tal modo il corpo dallo stress ossidativo;

  • azione ormonale (ad esempio, i fitoestrogeni come gli isoflavoni);

  • potenziante la sintesi e l'attività di enzimi in grado di inattivare gli agenti carcinogeni (ad esempio, i glucosinolati delle crucifere sembrano avere influenza sulla regolazione dell'attività del sistema del citocromo P450, coinvolto nella detossificazione dell'organismo);

  • stimolante il sistema immunitario (ad esempio, i composti sulfurei dell'aglio e gli stessi flavonoidi e fitoestrogeni);

  • antiaggregante piastrinica, antitrombogena e antiinfiammatoria (ad esempio, inibiscono l'enzima ciclossigenasi – COX – responsabile della formazione degli eicosanoidi, in particolare prostaglandine pro-infiammatorie e pro-trombotiche).

Questi ruoli svolti dai fitocomposti sono confermati da numerosi studi presenti nella letteratura scientifica, anche se tale riconoscimento di protezione della salute umana è piuttosto recente, per cui ci sono ancora da chiarire molti aspetti legati, soprattutto, alla biodisponibilità, al metabolismo, all'escrezione e all'interazione con le fonti alimentari (nutrienti e altri componenti di interesse nutrizionale).

A causa della considerevole variabilità estrinseca alla pianta, è difficile quantificare il contenuto dei fitocomposti presenti negli alimenti e le relative assunzioni; per questo motivo, ancora non sono state formulate raccomandazioni nutrizionali per queste sostanze, se non il generico consiglio di avere un'alimentazione varia e ricca di alimenti di origine vegetale.

La composizione qualitativa e quantitativa dei fitocomposti è influenzata anche da altri fattori come le condizioni climatiche e del suolo. Una maggiore quantità di tali elementi, ad esempio, è presente nelle piante selvatiche che vivono in condizioni più ostili rispetto a quelle coltivate in serra, proprio perché avendo funzione di protezione dagli insulti ambientali, la loro produzione è stimolata quando esse si sviluppano in condizioni sfavorevoli.

Altri fattori che concorrono a determinare una variazione nella composizione relativa della qualità e quantità dei fitocomposti sono le manipolazioni durante e dopo la raccolta e le tecnologie di trasformazione e conservazione adottate.

Il contenuto dei fitocomposti può variare anche all'interno delle diverse varietà della stessa pianta; ad esempio, il contenuto di quercetina presente nelle cipolle può variare anche di 4 volte tra le cipolle rosse e quelle gialle. Oppure, la variazione si può presentare all'interno della singola pianta; ad esempio, le foglie più esterne del cavolo hanno una concentrazione di luteina 150 volte maggiore rispetto a quelle interne.

La buccia dei vegetali e dei frutti ha, in genere, una maggiore concentrazione di carotenoidi rispetto all'interno. Anche il cambiamento di colore relativo al grado di maturazione della frutta è dovuto alla maggiore sintesi di carotenoidi.

Valutare con precisione i meccanismi di azione e di protezione dei singoli fitocomposti risulta difficile, soprattutto perché le conoscenze sui loro effetti molecolari sono state ricavate da studi in vitro, cioè riprodotti in laboratorio e non ricavati dall'osservazione dell'organismo vivente.

Tale modalità di studio, in particolare, non permette di analizzare le sinergie d'azione tra i vari composti che sono presenti negli alimenti, mentre sono proprio queste che permettono all'azione dei fitocomposti di esplicarsi al meglio. Il fenomeno del sinergismo permette anche di spiegare il fallimento degli studi clinici sulla supplementazione con integratori degli stessi fitocomposti. Gli integratori, infatti, forniscono artificialmente solo un numero limitato di sostanze, avulse dal contesto di appartenenza e spesso in dosi non fisiologiche.

Esistono diverse classificazioni dei fitocomposti, nessuna delle quali esaustiva. Infatti, spesso si riscontra che alcuni di essi sono presenti in più classi a seconda del criterio di utilizzo (come succede agli isoflavoni della soia).

Eccone una esemplificativa:

 

PRINCIPALI FITOCOMPOSTI

Carotenoidi

Caroteni

β-carotene, α-carotene, γ-carotene, δ-carotene,

licopene, …

Xantofille

Luteina, Zeaxantina, β-criptoxantina, Capsorubina, Capsantina, …

Composti

fenolici

Acidi fenolici

Gallico, Vanillico, Siringico, Cumarico, …

Polifenoli

Flavonoidi

Flavonoli, Flavanoni,

Flavanoli, Flavoni,

Antocianidine,

Isoflavoni

Fitoestrogeni

Isoflavoni

Glucosinolati

Sulforofane,

Indolo-3-carbinolo

Isotiocianati, Tiocianati, Indolo, Nitrile, …

Sulfuri e tioli

Indolo e Isotiocianati

Fitosteroli e

fitostanoli

Sitosterolo, Stigmasterolo, Campesterolo, …

Terpeni

Mentolo, Canfora, Limonene, Ac. Rosmarinico, …

Contenuto pubblicato per gentile concessione della dott.ssa Roberta Pisano

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