Fibre e buona motilità intestinale


motilità intestinaleAvere una buona motilità intestinale è davvero importante e direttamente correlato con uno stato di piena salute.

Per quanto non si possa, forse, trovare eccitante una discussione sulla cacca, a giudicare dalla moltitudine di lassativi, purganti, ammorbidenti delle feci e stimolanti che affollano gli scaffali delle farmacie, tale argomento riceve, invece, molta attenzione, seppur “in sordina”, ed i soldi che circolano intorno a questo business sono davvero tanti.

Si calcola che gli americani spendano 725 milioni di dollari (!) in lassativi, ma anche da noi in Italia le cifre non scherzano. Pare che un bel po’ di gente sia alla ricerca spasmodica di una “perfetta” motilità intestinale, talvolta semplicemente di una qualche motilità intestinale.

Ma cosa si intende con “buona motilità intestinale”? Quali sono le corrette abitudini che aiutano a mantenere l’intestino in buona salute e lontano dai farmaci?

Cominciamo dal principio… perché si fa la “cacca”?

Una volta giunte nel retto, l’ultimo tratto dell’intestino, le feci accumulate provocano una dilatazione che porta, di riflesso, la contrazione della muscolatura liscia ed il rilassamento dello sfintere anale, provocando l’agognata motilità intestinale. Al tempo stesso, diaframma e muscoli addominali si contraggono spingendo fuori le feci, rispondendo ad un impulso privo di dolore che parte dal basso addome.

Rispondendo ad una evacuazione ideale, non si corre alla ricerca di un bagno in preda al panico e non c’è alcun problema se si deve aspettare un po’ per trovare il luogo più opportuno per liberarsi.

Una buona motilità intestinale non è accompagnata da dolore, ma piuttosto da un piacevole senso di sollievo che accompagna l’evacuazione e richiede solamente una leggera spinta addominale, piuttosto che uno sforzo intenso e prolungato. Dopo, si sperimenta una sensazione di completa liberazione e qualsiasi impulso ulteriore a defecare scompare, almeno fino a quando il retto non è nuovamente pieno, ricominciando, così, il ciclo.

Come dovrebbe presentarsi…

La consistenza delle feci dovrebbe essere morbida e plasmabile, con una “normalità” che varia dall’assenza di una forma definita, all’aspetto tubolare che ricalca il tratto intestinale. Talvolta, si possono dividere in parti più piccole, oppure galleggiare (senza che questo stia ad indicare che si mangiano fibre a sufficienza).

Anche il colore può variare e dipende strettamente da ciò che si è mangiato. Le feci prodotte da chi si alimenta a base vegetale vanno dal giallino al marrone, ma alcune verdure, come ad esempio le barbabietole, possono colorarle più marcatamente; chi mangia carni rosse, invece, avrà le feci colorate del marrone scuro dovute al contenuto in ferro e sangue.

Quando si segue un’alimentazione salutare ricca di frutta e verdura, pur avendo una buona motilità intestinale, può capitare di accorgersi che le proprie feci contengono parti non digerite di verdure, chicchi, legumi o frutti di bosco.

La frequenza dell’evacuazione

Anche la frequenza considerata “normale” varia abbastanza, andando da una a tre volte al giorno.

Quando si passa ad una alimentazione a base vegetale, con tanta frutta e verdura, spesso l’intestino sembra impazzito e iperattivo. L’improvvisa abbondanza di fibre lo riempie molto più rapidamente, causando fermentazione, con produzione di gas, a contatto con i residui delle precedenti defecazioni imperfette.

In questo periodo pazienza e fiducia sono necessarie, perché quando il corpo inizierà ad adattarsi alla nuova dieta più salutare tornerà ad uno stato migliore di quello di partenza, regalando l’agognata buona motilità intestinale.

La costipazione, ovvero la mancanza di una buona motilità intestinale, più frequente di quanto si possa pensare

mancanza motilità intestinalePer la maggior parte delle persone che vivono nella società occidentale, purtroppo, la realtà è ben lontana da questa che ho fin qui prospettato. La spinta all’espulsione delle feci è spesso accompagnata da sensazioni che vanno dal leggero disagio a dolori molto fastidiosi nella regione media e inferiore dell’addome.

Si devono trattenere a lungo in bagno, con prolungati sforzi muscolari che causano sofferenza nella regione del retto e, talvolta, addirittura emorragie.

La lungaggine di questi appuntamenti è diventata talmente normale che molti in bagno conservano una collezione di possibili letture.

Il problema più frequente si chiama “costipazione” ed è caratterizzato da difficoltà nel passaggio delle feci lungo il tubo intestinale. Queste si presentano particolarmente dure e lasciano un senso di evacuazione incompleta e non soddisfacente.

Si calcola che dal 16% al 34% dei bambini e circa il 20% delle persone al di sopra dei 65 anni di età soffra di costipazione cronica. Questa è presente come sintomo principale nella maggior parte delle persone che lamentano una sindrome da colon irritabile.

Una volta escluse le cause di costipazione meno comuni di stretto interesse medico, l’alimentazione è da considerare la correlazione più importante rispetto a questo stato dell’intestino: quello che ci metti dentro, infatti, influenza il modo in cui esso funziona.

Molto spesso le cause di una cattiva motilità intestinale sono di origine alimentare

Le proteine derivate dai latticini (in primis la caseina – collante eccezionale), ad esempio, possono causare una costipazione grave. Uno studio, pubblicato nel 1988 sul New England Journal of Medicine, ha preso in considerazione 65 bambini che soffrivano di costipazione grave (un movimento ogni 3-15 giorni) e non rispondevano ai lassativi forti.

Il 68% trovò sollievo al disturbo eliminando il latte vaccino dalla dieta, risolvendo allo stesso tempo disturbi correlati come colite, ragadi anali e dolori. Dodici mesi dopo fu reintrodotto il latte vaccino e tutti i bambini svilupparono di nuovo costipazione nel giro di 5-10 giorni.

Le fibre, preziose alleate di un intestino “sveglio”

Le fibre introdotte con una dieta a base vegetale, invece, sono fatte da catene di carboidrati indigeribili per noi, che passano attraverso tutto l’intestino tenue formando la massa delle feci. Esse attirano acqua, che ne espande ulteriormente il volume, il che contribuisce a movimenti intestinali ampi, morbidi, regolari e indolori.

Le fibre, oltretutto, rallentano l’assorbimento del glucosio e di altri nutrienti attraverso la parete intestinale, aiutando a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Agiscono da blandi chelanti, legandosi alle sostanze cancerogene (come le sostanze chimiche ambientali), disattivandole, così come rimuovono il colesterolo e gli ormoni in eccesso.

Tornando alla “cacca”, se la dieta è povera di fibre c’è poco volume per formare le feci.

Non sorprende il fatto che quasi il 70% degli aderenti alla dieta Atkins o simili, che enfatizzano il consumo di carne e di latticini a fronte di uno scarso apporto di fibre, soffrano di costipazione. Il risultato di questa dieta, di solito, è una quantità scarsa e dura di feci eliminata ogni due settimane.

Le fibre si trovano soltanto negli alimenti vegetali

Non c’è ombra di fibre nelle carni, nel pesce, nei crostacei, nelle uova, nel latte o nel formaggio. Se si consumano riso e farine bianche, altamente raffinati, questi hanno perso la maggior parte del loro contenuto in fibre nel processo di produzione. La tipica dieta occidentale consiste in 8-14 grammi di fibre, mentre per avere un intestino sano si parla di quantità che vanno da 40 a 100 grammi di fibre al giorno!

Naturalmente, non basta aggiungere fibre mediante un integratore ad una dieta di per sé poco salutare per raggiungere chissà quale risultato positivo. Per avere una buona motilità intestinale si devono inserire nell’intestino i cibi giusti, il che significa portarli quotidianamente in tavola.,

Per funzionare correttamente l’apparato digerente ha bisogno di un’alimentazione basata su cibi vegetali integrali, con una quantità consistente di cibo crudo.

Se si dovessero reinserire prodotti di origine animale, specialmente le proteine derivate da latticini, di qualunque tipo, questi interromperanno quasi immediatamente le buone abitudini del colon e, per ritornare ad avere una buona funzionalità, bisognerà eliminarli nuovamente reintroducendo quelli sani, richiedendo, in ogni caso, almeno tre o quattro giorni. Per risolvere i problemi di costipazione, spesso si consiglia di fare attività fisica e di introdurre più acqua, ma i benefici di queste pratiche sono piuttosto discutibili.

Anni di costipazione e di cattiva funzionalità dell’intestino possono causare uno strascico di problemi, come una dilatazione dei visceri o pigrizia intestinale, specialmente se si è abusato di lassativi. Quando ciò succede, i muscoli del colon sono diventati così deboli che non sono più capaci di contrarsi efficacemente.

Per complicare maggiormente le cose, oltretutto, dopo anni in cui l’intestino è stato stimolato dalle sostanze chimiche presenti nei lassativi, esso diventa insensibile agli stimoli naturali offerti dalla presenza delle feci e si contrae soltanto in presenza di questa stimolazione artificiale. Si parla, allora, di assuefazione ai lassativi.

Come interrompere l’assuefazione ai lassativi

Per interrompere la dipendenza e curare un “intestino pigro” è necessaria una certa pianificazione, molta pazienza e, soprattutto, allenamento. Il colon deve essere riportato alla sua condizione normale di contrazione a partire dallo stimolo della dilatazione del retto ad opera delle feci. Deve essere esercitato, così che i muscoli possano nuovamente diventare forti.

Il primo passo consiste nel mangiare a sazietà i cibi giusti, il che significa riempire l’intestino di fibre, rimuovendo completamente le proteine derivate dai latticini che lo paralizzano. Un aiuto può arrivare da alimenti specifici, come kiwi e prugne. Possono volerci alcuni giorni prima che lo stimolo ad avere un movimento intestinale si realizzi.

Se dopo aver compiuto questi cambiamenti non si presenta un’evacuazione voluminosa e morbida entro una settimana, o se compaiono dolori addominali o emorragie di una certa entità, è meglio consultare immediatamente il proprio medico. In realtà, si dovrebbe consultare il medico in qualsiasi momento si abbia un dubbio che la causa del blocco intestinale sia da attribuirsi a qualcosa di più della semplice muscolatura pigra.

Infine, se in conseguenza di anni di stipsi si sono formati dei diverticoli intestinali (evenienza più frequente con l’avanzare dell’età), le fibre possono risultare di grande aiuto, ma vanno introdotte gradualmente perché l’intestino si possa abituare alla loro presenza e sviluppare un microbiota sano.

Articolo di Megliocrudo.it: citazioni del testo possono essere fatte liberamente solo se si indica chiaramente che l’autore è megliocrudo.it e si inserisce un link che rimandi al contenuto originale su questo sito. Non è permessa la copia di interi articoli; per citazione si intende un estratto dal testo che non superi il 40% del medesimo.

 

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Bernard Jensen
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