Bologna-Ancona – mangiare crudista e vegano in Italia centrale


Master verdeQualche giorno fa mi sono recata ad Ancona, presso l'Università politecnica delle Marche, per discutere la mia tesi conclusiva del Master Internazionale in nutrizione e dietetica vegetariana. Ne approfitto, così come ho fatto per il viaggio a Parigi (parte prima, parte seconda e parte terza), per raccontarvi come mi sono trovata a mangiare crudo e/o vegano in giro per l'Italia centrale.
Io e mia sorella Vanna (che avete conosciuto in questo articolo-intervista) – che segue, al pari di me, un'alimentazione crudista vegana – siamo partite dall'aeroporto di Elmas dirette alla volta di Bologna, per poi proseguire in treno verso Ancona. Per il ritorno abbiamo fatto l'esatto percorso inverso.

ZazieL'aereo è decollato in orario piuttosto mattiniero, così che ci siamo trovate a Bologna alle 8,30 di mattina, in una torrida giornata di Luglio (40°C), fortunatamente ventilata, con la prospettiva di passare almeno quattro ore con valigie al seguito, prima di cercare un locale in cui pranzare e godere del fresco ristoratore di un interno climatizzato. Abbiamo ringraziato infinitamente gli architetti che, a suo tempo, hanno dotato il centro storico di Bologna di portici pressoché continui ed abbiamo visitato pigramente un paio di negozi. Inoltrandoci tra le viuzze ortogonali al grande viale centrale, in via d'Azeglio, abbiamo incontrato un punto di ristoro di Zazie, progetto presente in diverse città italiane, dove abbiamo potuto gustare un buon centrifugato di frutta e verdura, che ci ha rinfrescato, rimineralizzato e sostenuto fino all'ora di pranzo.

Dal giorno prima, sfruttando il suggerimento dato su Facebook dall'amica Francesca di Follow the green bunny, avevo telefonato a Botanica Lab, un locale di recente apertura, in via S. Rocco 16/d, per chiedere di poter mangiare presto, in modo da riuscire a prendere il treno già prenotato per Ancona. Anna, la chef che cura le proposte del locale, è stata gentilissima ed ha rappresentato per noi una vera e propria isola di fresco e accoglienza, dove abbiamo potuto gustare le sue sapienti preparazioni crudiste. Vista l'ora non troppo impegnativa per lei, abbiamo potuto scambiare informazioni e chiacchiere sulla loro avventura appena cominciata e la sua esperienza all'accademia di cucina crudista di Matthew Kenney. Abbiamo mangiato crudo, vegan e biologico con molto gusto, assaporando ogni singolo boccone e, infine, deliziandoci con gli squisiti dolci in monoporzione, che invitano a degustazioni multiple, assai difficili da delimitare. Impossibile fare una classifica di quale fosse il più buono, dalla cheesecake multistrato all'arancia, alla mousse all'arancia con filling di cioccolato amaro, alla crema di anacardi con topping di mango. Una quantità discreta di calorie che ci ha supportato per le lunghe ore seguenti.

Botanicalab

Con le indicazioni ricevute, siamo arrivate speditamente alla stazione centrale, dove abbiamo dovuto adattarci al grande caldo e al ritardo della freccia bianca prenotata diversi mesi prima. Le bottigliette d'acqua dei distributori automatici sono servite a rinfrescarci, più dall'esterno, poggiate sulla pelle, che quando le abbiamo bevute, ormai calde, ma sempre preziose per mantenerci idratate malgrado la cospicua sudorazione.
Dopo un tempo che è parso un'eternità, con assenza di climatizzazione su una carrozza zeppa di persone (tra cui bambini piccolissimi), alcune delle quali esasperate e decisamente irritate, siamo arrivate ad Ancona, città altrettanto calda e, purtroppo, con molti meno portici rispetto a Bologna. L'albergo ci è sembrato come un'oasi nel deserto: finalmente fresco, finalmente doccia, finalmente libere dalle valigie. Erano le 18 di sera.

Dopo esserci rinfrescate e brevemente riposate, siamo uscite alla ricerca di un posto dove poter cenare. I giorni prima avevo cercato informazioni su locali dove mangiare almeno vegano ad Ancona e non avevo trovato molto. Abbiamo deciso di provare a raggiungere un punto macrobiotico che fa parte di un'associazione a livello nazionale, del quale avevo letto buone recensioni. L'abbiamo trovato in via S. Martino 2, su una piccola piazza, relativamente poco distante dall'albergo che ci ospitava. La cena è stata sobria – piatto composto da pasta al pesto vegetale, riso con le verdure, zucchine lesse, fagioli rossi e (poca) insalata verde, servita con del tè verde – ma saziante e, soprattutto, di leggera digestione.

Il mattino dopo ci siamo svegliate relativamente presto, io dovevo essere di lì a poco in facoltà. Malgrado avessi avvisato l'albergo di farmi trovare della frutta per colazione, purtroppo questa non era abbastanza matura, né di quella a me più congeniale, per cui ho optato per consumare i biscotti express (vedi ricetta su Meglio Crudo) che porto sempre con me in viaggio per ogni evenienza, con una tisana tiepida. Con questi biscotti vado sempre sul sicuro per garantirmi di non provare fame per diverse ore consecutive e, anche in questo caso, sono arrivata tranquillamente all'ora di pranzo con ottime energie per discutere la tesi, scopo di tutto il viaggio.

Pizze e delizieTornate in albergo dopo la prova, ci siamo fatte l'ennesima doccia. Il caldo era tale che fare innumerevoli docce era l'unico modo per avere la pelle asciutta, almeno per qualche momento. La calura ci ha indotto a cercare il locale per il pranzo nella stessa via dell'albergo, in modo da esporci il meno possibile. Con nostra sorpresa, non solo abbiamo mangiato vegetale, ma siamo state accolte con molta gentilezza e disponibilità da Ilenia e Ilaria, di Pizze e delizie, in via Matteotti 61. Una bella insalatona gustosa, con polpette di lenticchie e un pezzo di focaccia al rosmarino, conditi da sorrisi e simpatia. Il locale non propone solamente piatti a base vegetale, ma ha, comunque, un'ampia scelta di preparazioni vegane ed una cura particolare per le materie prime, sempre fresche e di giornata.

ZaharaNella stessa via Matteotti, al numero 66, abbiamo anche trovato un negozio che propone frutta, succhi e frullati (Zahara). Mi sono ricreduta sul fatto che ad Ancona sia difficile mangiare vegetale nei locali di ristorazione. Certamente, c'è ancora ampio margine di miglioramento, ma in questo viaggio, da questo punto di vista, ci siamo trovate davvero bene!

Nel pomeriggio, di nuovo sul treno per tornare a Bologna, questa volta gradevolmente, con climatizzatore efficiente e passeggeri rilassati.
Siamo arrivate giusto in tempo per una rinfrescata veloce e una passeggiata verso il Centro Natura, in via degli Albari 4/a, che, fortunatamente per noi, non solo aveva qualche portata a base vegetale (come ci aspettavamo), ma addirittura tutte le proposte della serata. La cena è stata semplice e gustosa, quasi dal sapore casalingo. Rientrando verso la casa che ci ospitava per la notte, ci siamo concesse un gelato vegano alla gelateria Stefino, in via San Vitale 37/a, veramente delizioso, fatto con materie prime vegetali biologiche e latte di riso.

L'indomani altro risveglio mattiniero (chissà perché, nei collegamenti con la Sardegna, Meridiana ha stabilito questi orari così scomodi!), taxi fino all'aeroporto e volo tranquillo fino a Cagliari. Si può dire una vera spedizione ad hoc per portare a casa con soddisfazione questo diploma di Master!

Panorama di AnconaPanorama di Ancona

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